IL TEST PSICOATTITUDINALE LO FACCIANO PRIMA I MINISTRI

Poche settimane fa ho letto una notizia che mi ha fatto sobbalzare.”“L’emendamento prevede che i test di valutazione psico-attitudinale divengano prova concorsuale, e siano altresì preliminari all’ingresso all’insegnamento….”  Una deputata del gruppo misto Vincenza Labriola , probabilmente sollecitata dall’ennesima notizia al telegiornale che raccontava di maestre che strattonavano gli alunni,ha proposto un emendamento in cui rendeva obbligatori test psicoattitudinale agli insegnanti.

Le riflessioni nate spontanee insieme ad una certa rabbia sono state due.

Si’, è vero, troppe colleghe e colleghi usano modalità inaccettabili con i bambini, questo probabilmente ha a che fare con il fatto che circa il 58 % del corpo docente soffre di burnout. Per chi non lo sapesse il burnout è ”  l’esito patologico di un processo stressogeno che interessa, in varia misura, diversi operatori e professionisti che sono impegnati quotidianamente e ripetutamente in attività che implicano le relazioni interpersonali. “Alcune conseguenze sono ” il deterioramento dell’impegno nei confronti del lavoro, il deterioramento delle emozioni originariamente associate al lavoro,un problema di adattamento tra la persona ed il lavoro, a causa delle eccessive richieste di quest’ultimo.” Insomma uno è talmente stressato da non provare emozioni.

Probabilmente il test migliorerebbe la situazione ma mi chiedo : ma se il test lo facessero ai ministri dell’istruzione che si sono succeduti in questi decenni non sarebbe piu’ efficace?

E’ sempre saggio agire sulla causa e non sui sintomi !

Probabilmente le maestre in burnout hanno iniziato questo lavoro senza questa patologia, forse erano pure entusiaste e motivate.

Credo che occuparsi di 25/30 bambini quotidianamente, in strutture spesso anguste, con una serie di adempimenti burocratici inutili che sottraggono tempo prezioso a quello che è il nostro lavoro, possa causare il burnout di moltissime persone.

E allora mi chiedo : Ma sta bene chi fa il ministro dell’istruzione e non si accorge che tutto cio’ è semplicemente assurdo ?

La risposta che mi sono dato è probabilmente NO, non sta bene e probabilmente dentro un’aula non c’è stata mai. Magari fa finta di non vedere perchè tutto sommato una scuola cosi’ a qualcuno fa bene. Quel qualcuno non sono i bambini, nè le maestre, nè le famiglie .

Come puo’ una maestra raggiungere gli obiettivi del ministero esplicitati nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo, testo meraviglioso, se da sola deve occuparsi di 25 creature ?

Tra di loro ci sono bambini ad alto bisogno che sono, permettetemelo, lo specchio di una società disattenta su cio’ che veramente è importante per i piccoli. Una non fa neanche in tempo a dare una carezza ciascuno, a chiedere loro come si sentano, e allora come pretendiamo che da sola riesca ad occuparsi della crescita di 25 individui , ognuno con la sua unicità, con i suoi particolari bisogni e con le proprie passioni ?

Dico sempre alle colleghe che lavorano in queste condizioni ” SIete degli eroi, per il solo fatto che li ridate vivi ! ”

Se qualche ministro volesse provare questa avventura gli apriamo felicemente le porte. ( almeno chi ce l’ha 🙂  )

Detto questo mi pare doverosa un’autocritica che male nun fa.

Forse anche noi insegnanti avremmo dovuto sollecitare una legge meno folle e forse dovremmo esercitare meglio una funzione di autocontrollo. Non dobbiamo cercare alibi che non migliorano la situazione. Lo stato non ci supporta, non ci valorizza e trascura il fatto che il nostro è un lavoro importantissimo con una ricaduta immensa su tutte le dinamiche sociali , ma questo non puo’ bastarci e sopratutto soffermarsi solo sulla critica senza immaginare soluzioni e lottare per esse non ha mai migliorato la situazione in qualsivoglia esperienza umana. Insomma lamentiamoci pure che ci sta ma poi agiamo, svolgiamo il nostro ruolo nel mondo, occupiamoci del ben-essere dei bambini, abbiamo il coraggio di dire NO, IO NON CI STO ! IN QUESTE CONDIZIONI GARANTIRE IL BEN-ESSERE DEI BAMBINI NON SI PUO’ ! PRETENDIAMO DI ESSERE NELLE CONDIZIONI DI FARLO !

La seconda riflessione è anche un invito a tutti noi “NUN SE FAMO FREGA’ ! ” E lo penso mentre provo a ricordare quando è stata l’ultima volta che il telegiornale ha dato la notizia di una bella cosa accaduta a scuola. La scuola non è quella che descrivono i telegiornali. In essa di sono tantissime persone che lavorano con passione e competenza. Donne e uomini ( un po  pochini 😉 ) che si mettono al servizio dei bambini riempiendoli d’amore e d’attenzione. Perchè i tg non parlano di Franco Lorenzoni o di Maria De Biase o delle migliaia di maestre che ho avuto la fortuna di conoscere nei nostri incontri formativi che quotidianamente svolgono con impegno , dedizione e molta qualità, la nostra missione di educatori.

Un’idea ce l’ho ma non la scrivo ora altrimenti passo per complottista e de sti tempi ,ma forse da sempre, i complottisti sono visti male, almeno nei tg !

 

2 thoughts on “IL TEST PSICOATTITUDINALE LO FACCIANO PRIMA I MINISTRI

  1. Salve Paolo mi e’ piaciuto il tuo articolo, solo una piccola riflessione, il lavoro del maestro e dell’insegnante e’ un lavoro veramente appassionante, chi insegna mette in gioco tutta la sua persona non solo il suo sapere, che poi viene donato ai suoi alunni, il meraviglioso film “Stelle sulla terra” e’ una commovente storia di come dovrebbe essere , non dico niente di nuovo a voi che lavorate con la stessa visione, ma non voglio giustificare solo come burn-out tutte quelle situazioni di “malessere” che soffrono alcuni insegnanti, senza togliere importanza alle pressioni a cui sono sottoposti, siamo stati alunni anche noi e certi “ricordi brutti” se non li elabori per benino da grande, si perché quando sei piccolo te le prendi e basta te li porti dentro, come delusioni quando va bene, sto parlando di persone che non hanno “risolto” cose personali che si riversano nel mondo degli affetti, in famiglia, nel lavoro, ovunque. Con questo non voglio dire che sono d’accordo con i test psicoattiutudinali, assulutamente, ma nemmeno giustificare tutti senza una più profonda analisi. Buon lavoro Stefania

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