LA RANA SALVATA E UNA GIORNATA TIPO ALLA NOSTRA PRIMARIA PICCOLA POLIS

 La maestra rana e chissà chi altro saranno docenti alla nostra primaria.
L’apprendimento non puo’ che nascere su un terreno nutrito dall’interesse dei bambini e confidiamo nella magnanimità e nella magia dell’universo .
Dicono le indicazioni nazionali “

La scuola del primo ciclo, con la sua unitarietà e progressiva articolazione disciplinare, intende favorire l’orientamento verso gli studi successivi mediante esperienze didattiche non ripiegate su se stesse ma aperte e stimolanti, finalizzate a suscitare la curiosità dell’alunno e a fargli mettere alla prova le proprie capacità”

La curiosità dei bambini diventa dunque l’origine e l’energia che muove i processi di apprendimento.

Il maestro della Polis sarà ben attento a cogliere queste opportunità e cosi’ una rana salvata dai filtri di una piscina potrà diventare un’occasione per lavorare contemporaneamente su diverse aree disciplinari a partire dalle domande che nasceranno spontaneamente ” Come ha fatto ad arrivare li ? La mamma dove sarà ? Che età ha ? Come facciamo a stabilirla ? Quanto è lunga ? quanto pesa ? di cosa si nutre ? Come possiamo aiutarla ? quanti tipi di rane ci sono nel mondo ? ecc ecc.”
Dice sempre il ministero
Valorizzare l’esperienza e le conoscenze degli alunni, per ancorarvi nuovi contenuti. Nel processo di apprendimento l’alunno porta una grande ricchezza di esperienze e conoscenze acquisite fuori dalla scuola e attraverso i diversi media oggi disponibili a tutti, mette in gioco aspettative ed emozioni, si presenta con una dotazione di informazioni, abilità, modalità di apprendere che l’azione didattica dovrà opportunamente richiamare, esplorare, problematizzare. In questo modo l’allievo riesce a dare senso a quello che va imparando.”
Le domande saranno in Piccola Polis uno stimolo alla ricerca autonoma e di gruppo , non vogliamo portare risposte ma stimolare domande, quelle domande che amiamo chiamare generative perchè da esse ne nascono altre e pensiamo proprio che con esseri naturalmente curiosi come i bambini non dovremo faticare molto.
Il luogo dell’apprendimento risulta di particolare importanza per stimolare apprendimento e benessere.
Nelle indicazioni nazionali c’è scritto :
L’acquisizione dei saperi richiede un uso flessibile degli spazi, a partire dalla stessa aula scolastica, ma anche la disponibilità di luoghi attrezzati che facilitino approcci operativi alla conoscenza per le scienze, la tecnologia, le lingue comunitarie, la produzione musicale, il teatro, le attività pittoriche, la motricità.
Particolare importanza assume la biblioteca scolastica, anche in una prospettiva multimediale, da intendersi come luogo privilegiato per la lettura e la scoperta di una pluralità di libri e di testi, che sostiene lo studio autonomo e l’apprendimento continuo
La Piccola Polis avrà una grande Agorà al cui interno ci sarà un teatro, uno spazio per la danza e uno per la musica con pianoforte, chitarra, percussioni e tanto altro. Ci sarà una ludoteca, una biblioteca, una sala multimediale, la falegnameria, l’orto, la bottega creativa e un’area sportiva.
La giornata inizierà alle 8.30 e fino alle 9.00 essi saranno liberi di scegliere cosa fare. Potranno giocare, raccontarsi storie e perchè no andare in biblioteca o in sala multimediale ad approfondire temi sollevati nei giorni precedenti.
Alle 9.00 al suono dei tamburi tutti in Agorà a fare 20 minuti di meditazione.
Alle 9.20 i bambini e le bambine si divideranno in tre gruppi: la prima, la seconda e una pluriclasse terza quarta e quinta. Ovviamente saranno gruppi aperti e saranno possibili spostamenti da un gruppo all’altro.
Le tre maestre si occuperanno della parte relazionale, di quella emozionale e di quella curricolare privilegiando una modalità maieutica che ovviamente si svolgerà in cerchio.
Compito precipuo di queste tre educatrici sarà quello di ascoltare, osservare, stimolare domande e promuovere esperienze globali e interdisciplinari in grado di condurre gli allievi all’acquisizione di conoscenze e competenze.
Recitano le Indicazioni ministeriali:
La valorizzazione delle discipline avviene pienamente quando si evitano due rischi: sul piano culturale, quello della frammentazione dei saperi; sul piano didattico, quello dell’impostazione trasmissiva. Le discipline non vanno presentate come territori da proteggere definendo confini rigidi, ma come chiavi interpretative disponibili ad ogni possibile utilizzazione. I problemi complessi richiedono, per essere esplorati, che i diversi punti di vista disciplinari dialoghino e che si presti attenzione alle zone di confine e di cerniera fra discipline”
Nel cerchio i ragazzi e le ragazze sceglieranno anche quale attività svolgere dalle 11.30 e ogni giorno avranno 4 proposte tra le seguenti attività che verranno proposte partendo da ciò che appassiona i bambini: teatro, danza, musica, sport, poesia, falegnameria, laboratorio di cucina, orto, erbe e olii essenziali, canto, pittura, creta, circo, storie, laboratorio di scienze e molto altro.
Alle 11.30 infatti si aggregheranno al gruppo di lavoro altre persone ognuna delle quali porterà la propria disciplina e sopratutto la propria passione. E’ fondamentale che i maestri siano appassionati, perchè la passione dei maestri aprirà le porte del cuore dei bambini e questo è fondamentale.
APPRENDIAMO SE CI EMOZIONIAMO !
Non è un caso che il verbo italiano che certifica l’acquisizione di una conoscenza sia riCORdare che ha cor-cordis di mezzo. Non è un caso che in Francia dicano apprendre par coeur, in Inghilterra learn by heart e in Brasile deCORar.
Le emozioni che i piccoli impareranno a conoscere come energie preziose saranno oggetto di studio e di esperienze reali.
A tal fine verranno organizzate alcune esperienze fuori dalla scuola come le visite al museo, le escursioni in natura, la prima notte di scuola e diversi camposcuola.
Il pomeriggio sarà tempo dedicato all’otium, e saranno liberi di approfondire cio’ che avremo seminato la mattina o semplicemente saranno liberi di giocare. Giocando si apprende molto e sopratutto si stringono relazioni profonde che rappresentano la chiave per la felicità.
E che sia chiaro, la felicità dei bambini è per noi l’obiettivo massimo.
Ora mi sto forse dilungando troppo ma ci sono tante altre cose da raccontarvi come il ruolo delle famiglie nel progetto, l’apertura al territorio, i gemellaggi nazionali e internazionali e molto altro, ma ve lo raccontero’ un’altra volta.

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