DOVE NON PUOI AMARE, NON SOFFERMARTI

Mai dare giudizi affrettati, consiglia la saggezza.

Ma opinioni frettolose si, aggiungo io .

” Palermo non mi ha entusiasmato, al bar i baristi erano tutti seri, gli automobilisti guidano in una maniera che Roma al confronto pare Copenaghen e il casino di Via Regione Siciliana ti fa desiderare intensamente una settimana ,minimo, in un eremo”

Non potete capire quanto è stata utile ‘st’opinione frettolosa, nata dopo soli tre giorni trascorsi nel giugno scorso nel capoluogo siciliano.

Giuliana, dolce amica e palermitana purosangue, proprio non riusciva a capacitarsi della mia opinione e cosi’ senza controbattere ci lancia un invito mentre si chiacchierava in quel di Acireale” Magari il giorno prima di prendere l’aereo di ritorno da Palermo vi ospito nella mia casa nei pressi di Ballaro’ e vi faccio vedere un po’ della mia città”

Siamo stati molto felici dell’invito ma l’idea di abbandonare l’Etna per prendere dei caffè arrabbiati un po’ mi turbava.

Ma ormai universo mio te conosco !

Ti piace nascondere i tesori dietro a situazioni non proprio allettanti !

E cosi’ un po’ la confidenza con l’universo ma sopratutto la la gentilezza di Giuliana e il piacere di trascorrere del tempo con lei ci mettono in macchina alle 3 del pomeriggio con 40 gradi. Salutiamo l’Etna e via verso Palermo.

Giuliana bella te l’ho detto e te lo scrivo pure, non smettero’ mai di ringraziarti per la bellezza che ci hai mostrato, per l’emozioni che ci hai fatto provare, per i pensieri belli che hai fatto nascere.

Arriviamo poco prima di cena e dopo una breve dose di cartoni animati ,doverosa dopo 10 giorni di astinenza , scendiamo per le vie della città piu’ ricca che abbia mai visto.

Credetemi non amo molto fare foto ma non riuscivo a posare il telefono tanta era la bellezza che mi circondava. Ho visto un giapponese che mi guardava disgustato e infastidito dal fatto che le sue due macchine fotografiche non riuscivano a tenere il ritmo del mio Huawei.

Passiamo per dei vicoli fantastici dove i mille fili dei panni stessi coloravano edifici di una bellezza sconvolgente. Il contrasto era fortissimo  e vivo. Da una parte l estetica dei palazzi , lo stile arabo che si abbracciava con quello normanno ti lasciavano senza parole.. Dall’altra mille parabole e fili dell’antenna che pendevano ovunque e si arrampicavano per sentieri inimmaginabili. Beh l’impressione è stata quella di un matrimonio perfetto.

I balconi uno sull’altro e l’esigenza di intimità che si sacrifica volentieri alla voglia di comunità.

Le persone comodamente accomodate fuori le case a chiacchierare sorridenti, gente di ogni etnia che si mescolava con fantastica naturalezza e piano piano giungiamo a Ballaro’, mentre lui il quartiere che si fa piazza e mercato sonnecchiava.

 

Alma Wilma e Pepe incontrano una cucciolata di gattini appena nati e la poesia comincia a prendere il sopravvento, Giuliana e Giordana chiacchierano appassionatamente e io senza farmi vedere dal giapponese estasiato scatto foto

I profumi sono intensi, il vociare caldo e l’anima di un popolo accogliente si mostra chiaramente . Le persone sembrano danzare leggere, la spensieratezza riempie di se ogni passo e io mi sento come dentro un film e continuo a scattare, incredulo e gaudente assai ,altre foto

Poi i muri cominciano a parlare di giustizia e di amore e io vorrei che la sera non finisse mai. Ci tuffiamo nell’ardente sapore di alcune prelibatezze locali e piano piano con gli occhi sempre vispi torniamo verso casa

Mentre Gio e la prole dormono mi affaccio ripetutamente ad ascoltare le conversazioni da balcone a balcone e rimango affascinato dalla poesia che continua a scorrere ovunque anche ad un’ora improbabile. COmincio a pianificare la levataccia, il giorno seguente abbiamo l’aereo presto ma non posso non rispondere al richiamo di Ballaro’ e cosi’ metto la sveglia alle sei mentre lei mi risponde “la sveglia sarà attiva tra 3 ore e 14 minuti”

Finalmente suona e mentre attento a non far rumore mi accingo ad uscire mi ritrovo Alma dietro,lei che quando sente parlare di mercato non capisce piu’ nulla. e cosi in dolce compagnia alle 6.45 cominciamo a girare tra le vie di Ballaro’ mentre inizia un meraviglioso fermento di gente di una purezza e di una bellezza sconvolgente. Chi compra il pane, chi fuma pensieroso una sigaretta, chi allestisce il banco come stesse componendo un’opera d’arte, vecchiette che girano con le buste piene di verdure , gente che ride al bar e la meravigliosa sensazione di sentire l’anima di un popolo meraviglioso che mi abbraccia. Tutti hanno un gesto di gentilezza nei confronti di Alma mentre io continuo imperterrito a fare foto, verificando anche sotto i banchi del mercato, che non vi siano giapponesi in giro.

Ora posso andare via contento, contento perchè sono certo che ritornero’ per ringraziare Ballaro’, per nutrirmi della sua poesia, della sua immensa semplicità e naturalezza, della sua umanità e di quell’armonia cosi’ ricca e possibile solo laddove si ha la capacità di amare chi non è come noi.

E fatemelo dire, perchè io in una piccola Ballaro’ sono cresciuto, se cercate poesia e armonia laddove vive il popolo ne troverete moltissima

Ah alla fine il giapponese che nel frattempo aveva radunato un esercito m’ha scovato ma co 5 magliette dell’Italia comprate dai cinesi l’ho sistemato 😉

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