Educazione emozionale: non basta farla a scuola

Fare amicizia con le emozioni è una cosa, direbbe il mio amato Mannarino , “che te svorta la vita”

Frequentare la signora Rabbia o intessere relazioni con la signora Vergogna puo’ veramente cambiarti la vita se le conosci e cominci ad amarle.

Sono nostre compagne, sagge consigliere e un’energia poderosa a nostra disposizione, basta farci amicizia.

Farci amicizia significa conoscerle, viverle e non etichettarle superficialmente.

Una delle etichette che piu’ spesso vedo appiccicate ad alcune emozioni è quella di NEGATIVE, e in quel momento penso sinceramente che chi le chiama così le conosce poco.

Tutte le emozioni infatti sono una bussola precisissima che ci indirizza nelle diverse scelte che compiamo quotidianamente, ed io, come Lucas Malaysi*, preferisco, se proprio un’etichetta devo mettere loro, distinguerle in piacevoli e non piacevoli non certo negative  e positive.

Tutte, se sappiamo ascoltarle sanno indirizzarci verso il sentiero che ci porta alla felicità, basta conoscerle !

Se un episodio doloroso ci rende tristi , tutto rientra nella normalità ma se la tristezza permane in noi per troppo tempo, spesso quotidianamente , la signora ci sta comunicando che qualcosa nella nostra vita ci fa proprio soffrire e va lasciato andare.

Un lavoro che non ci piace ? Relazioni che non ci nutrono ? Il caffè che sa di bruciato al bar sotto casa ?

Puo’ essere una di queste tre cose o mille altre ancora, quello che è certo è che il messaggio di questa emozione è che bisogna cambiare qualcosa, magari solo il bar .

Ed è saggio ascoltarla la signora tristezza perchè urla poco e allora è probabile che dica cose interessanti veramente.

Anche la gelosia ci parla e ci dice che abbiamo bisogno di maggiori attenzioni e riconoscimenti o che qualcuno ha qualcosa che vorremmo avere. “Vai a reclamarle le attenzioni” ti dice lei e “cerca di essere migliore”. Poi ti dice pure che fa bene fidarsi dell’altro ma di questi tempi meglio non sventolarlo ai quattro venti vi taccerebbero di sovversivi o creduloni.

Non solo esse sono una bussola ma tutte sono una grande energia a nostra disposizione eccezion fatta per la tristezza che l’energia ce la toglie ma sempre per consigliarci bene.

Quando arriva la rabbia porta con se una motivazione fortissima che ci spinge a far valere la giustizia di fronte a un’ingiustizia. O pensate alla velocità che possiamo raggiungere se la vista di un animale feroce (tipo un cane 🙂 ) ci spaventa e ci spinge alla fuga.

Tutte loro sono qui per aiutarci e per questo dovremmo lavorare con i bambini per aiutarli a conoscerle e a saperle indirizzare.

Ma lavorare con i bambini non basta, non è sufficiente, non ci permette di esprimere l’enorme impatto che l’educazione emozionale puo’ avere proprio per il miglioramento della salute generale.

Fare educazione emozionale per me che faccio il maestro significa innanzitutto fare un lavoro su me stesso, poi con i colleghi e le famiglie e infine nella comunità. Eh si, perchè a educare non è sola la scuola,   la famiglia, come si puo’ ben dedurre, ma anche e moltissimo  la cultura e l’anima del posto in cui viviamo. Penso sempre a cosa pensa un bambino palestinese o israeliano della pace. E mi dico sempre che se anche a scuola e a casa si parla e si vive di pace quei bambini comunque nutriranno diffidenza, assaporeranno odio se poi per andare da casa a scuola sono costretti a passare attraverso tunnel che li riparano da eventuali bombe.

E allora per noi fare educazione emozionale significa proporre un approccio sistemico, porsi degli obiettivi elevati sapendo che ogni piccolo passo verso la meta è comunque qualcosa da festeggiare.

Possiamo quindi lavorarci a scuola, creando un clima generale sereno e incentivante e proponendo momenti specifici di esplorazione delle emozioni e dobbiamo necessariamente sostenere i genitori nell’acquisizione di competenze emozionali che li rendano piu’ felici e consapevoli. Ma il vero salto di qualità lo si fa all’interno della comunità perchè  la comunità  educa e quando una comunità collabora e si muove insieme i risultati sono inimmaginabili. E’ importante quindi che la scuola si faccia promotrice di una rete territoriale con tutti gli attori che si occupano di educazione e salute e incominciare a mettere in campo strategie consapevoli e coordinate. Se poi spegniamo pure la tv (eccezion fatta per le partite della Roma) il risultato è garantito.

Con l’Asilo nel Bosco e la Piccola Polis apprezziamo quotidianamente l’impatto che questa strategia di lavoro ha sul benessere dei bambini, da qualche anno lavoriamo nel nostro gruppo di lavoro e con le famiglie e ora che stiamo cominciando ad aprirci al territorio ci aspettiamo cose eccezionali.

Nel prossimo articolo vorrei raccontarvi della funzione e di cio’ che ci comunica ogni emozione, nel frattempo l’invito è di interrogare il vostro cuore magari la risposta ve la date prima e sono certo imparereste la lezione molto meglio

 

  • Lucas Malaysi , psicologo argentino , fondatore di fundacion educacion emocional, che sta tenendo un corso molto interessante a cui sto partecipando,http://fundacioneducacionemocional.org/

 

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