Da Caparezza a Dante

La strada per la conoscenza percorre mille sentieri e bisogna impegnarsi molto per andare fuori strada.

Beh a scuola ci riesce benissimo, nonostante essa sia abitata dagli esseri più curiosi del mondo !

E’ la presunzione che ci frega. Le persone presuntuose fanno grande fatica ad ascoltare, si sentono la verità in tasca e vanno girando a spiegare la vita a tutti.

Se un maestro è presuntuoso la diffusione del sapere diventa una chimera e spesso accade che anzichè avvicinare i bambini alla conoscenza li allontaniamo.

Accade perchè non li ascoltiamo, perchè siamo poco umili e sopratutto perchè siamo un po’ vigliacchi.

Eh si ,perchè ci vuole coraggio a cambiare, a fare quello che gli altri non fanno e allora se tutti propinano la Divina Commedia ad un ragazzo delle medie lo faccio anche io. Comodissimo !

Non importa che finita la scuola uno dei massimi desideri degli adolescenti sia quello di andare a cercare Dante ALighieri per picchiarlo, per il tempo che ha rubato ai loro interessi, per il suo linguaggio così difficile da capire e lontano dal loro. E poi sto Dante non lo trovi neanche su youtube e questo è proprio difficile da perdonare.

Considero la Divina Commedia una delle poesie più belle che l’uomo abbia mai realizzato e mi auguro proprio che tutti possano beneficiare di questa bellezza.

Ma siamo sicuri che la strada sia quella di imporlo in un momento in cui ai ragazzi di Dante e della poesia interessa poco ?

E se fossero Caparezza o Fedez a condurci a Dante ?

La motivazione è un ingrediente necessario per un reale apprendimento e la motivazione nasce dagli interessi e dalle passione di ciascuno di noi e i ragazzi non fanno eccezione.

“Devi fare cio’ che ti fa stare bene” dice il grande Caparezza, ma la stessa cosa ce la racconta uno studio condotto ad Harvard da Mihaly Csikszentimihaly . Secondo questa ricerca per entrare in uno stato di flusso (the flow ) è necessario fare quel che ci appassiona e che corrisponde al nostro talento, e quando siamo nel flusso raggiungiamo le più grandi performance in qualsivoglia attività stiamo compiendo, anche studiare. Anche le neuroscienze dicono che affinchè l’apprendimento risulti efficace è necessario che esso sia accompagnato da emozioni piacevoli come la gioia e l’entusiasmo.

Insomma da Caparezza ad Harvard il coro è unanime e ci invita ad avere il coraggio di ascoltarli, di non giudicarli, di amarli per quel che sono, incondizionatamente .

Fa bene ai ragazzi, farà bene a tutti noi e se Caparezza ha ragione ………

 

One thought on “Da Caparezza a Dante

  1. sono molto d’accordo con te Paolo
    il problema non sta tanto nella poetica di Dante o di Caparezza, ma di come la si presenta, del perchè la si integra nella propria didattica
    Passione, empatia, competenza, motivazione ti rendono simpatico e comprensibile Thoreau Alfieri, Socrate e Dante al pari di Dylan, Caparezza, Battiato, Mannoia…
    cosi come insegnare in modo non calato nella realta, obbligato, mnemonico, una canzone dei Pink Floyd o di Giorgia …

    a volte invidio i prof di letteratura delle medie e delle superiori: che potenzialità meravigliosa poter avere a che fare.con classi di adolescenti inebriati delle loro emozioni in evoluzione e poter dissetare la loro sete formativa ed emotiva con le tragedie sheakesperiane, con le emozioni e gli intrighi dantesche, o Alfieriane, mettendole in parallelo con la nostra letteratura e poetica contemporanea.

    Anche Guccini canta di Ulisse, e di Cirano.
    i sentimenti dell’innamoramento, vengono trattati e svilippati nella mitologia greca, dai trovatori, da Boccaccio, Giorgia Battiato, Finardi
    De Andrè e Paolo Enrico Archetti Maestri cantano lal ibertá l’impegno .
    i temi dell’amore omosessuali li trovi in Ovidio, Saffo, Oscar Wilde ed anche da Yo Yo Mundi, De Andrè.
    che meraviglia poter sviluppare lezioni con testi letterari paralleli insetnando a legfere il passato per comprendere il presente e migliorare il fituro

    e invece …
    è piu frequente che le nozioni si facciano trangugiare e vomitare a comando, nascondendosi dietro a “fantomatici programmi da terminare”

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