TRADITORE DELLA PATRIA

Quanto vale la giustizia ? Quanto vale la legalità ?

Tante volte nella storia dell’umanità orrori ed ingiustizie hanno vestito l’abito della legalità.

La schiavitù, il colonialismo, l’apartheid, le leggi razziali sono solo alcuni esempi eclatanti di assurdità consentite e incentivate dalla legge.

E allora mi chiedo : ” quanto è giusto rispettare la legge ?”

Qualcuno potrebbe obiettare ” ma senza le leggi ci sarebbe l’anarchia e probabilmente ritorneremmo alla legge del più forte”.

Obiezione sacrosanta, ma come conciliare l’esigenza di legalità con quella di giustizia.

Dice Cicerone “Vi è una legge vera, ragione retta conforme alla natura, presente in tutti, invariabile, eterna, tale da richiamare con i suoi comandi al dovere, e da distogliere con i suoi divieti dall’agire male… A questa legge non è possibile si tolga valore né è lecito che in qualcosa si deroghi, né essa può essere abrogata; da questa legge non possiamo essere sciolti ad opera del senato o del popolo… Essa non è diversa a Roma o ad Atene, non è diversa ora o in futuro: tutti i popoli invece in ogni tempo saranno retti da quest’unica legge eterna e immutabile..”

Secondo il filosofo ma anche avvocato romano vi è un qualcosa si superiore quindi alla legge degli uomini, il problema è come riconoscerla, come definirla.

Ci viene in soccorso Tommaso D’Aquino:

“La legge eterna è impressa in ogni creatura e la dirige allo suo scopo finale.

Nell’uomo questa impressione è particolare, in quanto l’uomo è razionale e quindi la legge eterna non si manifesta come necessità, ma come libertà…. 

Le leggi umane sono mutevoli e possono essere perfezionate e ad esse, in determinati casi, si può derogare in vista del bene comune, purché non si violino la legge naturale e la legge divina.

Una legge ingiusta, contraria alla legge naturale o alla legge divina non è una legge, ma una corruzione della legge e non obbliga in coscienza.”

La libertà e la coscienza sono le bussole che ci orientano e ci indicano la strada. Sono percorsi non misurabili, non definibili razionalmente e quindi il primo atto per far valere la giustizia che mi pare principio più alto della legalità,è rinunciare alla razionalità, è mettere in un angolo una logica cartesiana, riduzionista e cominciare a comportarci da veri esseri umani. Essere umani significa riconoscere l’unità anima-corpo, accorgersi che non tutto puo’ essere interpretato solo ed esclusivamente con la ragione.

Significa per me avere il coraggio di essere liberi , di fare obiezione di coscienza e di dire ” Si, forse tradiro’ le leggi, tradiro’ la patria, ma non tradiro’ mai la giustizia “

E’ legale tenere seduti bambini di 4 anni per 8 ore, è legale far trascorrere loro questo tempo in uno spazio di 5 mq circa ciascuno, è legale che non vedano il cielo giornate intere, è legale che 25 di loro debbano condividere le cure di una persona solamente, è legale mangiare merendine preconfezionate e non lo è mangiare i pomodori dell’orto della scuola, è legale giudicare esseri unici e irripetibili intorno a parametri standard ecc ecc.

Oggi faccio questi pensieri senza essere certo di avere una soluzione. Ma sento che una luce a guidarci c’è ed è una luce che brilla nel cuore di ciascuno di noi. Siate liberi di seguirla.

Vi saluto con delle righe di Eduardo Galeano, non avro’ più la possibilità di abbracciarlo come mi capito’ 20 anni fa mi dice la mia ragione, ma il mio cuore urla che la sua poesia mi accompagnerà sempre ed io la voglio condividere con voi

ME, WE
“Fu piuma e piombo.
Quando boxava ballava e demoliva.
Nel 1967, Muhammad Alì, all’anagrafe Cassius Clay, rifiuto’ di indossare l’uniforme militare:
” Volete mandarmi a uccidere vietnamiti” disse ” chi umilia i neri nel mio paese? I vietnamiti? Loro non mi hanno mai fatto nulla.”
Lo chiamarono traditore della patria. Lo minacciarono con il carcere, gli proibirono di continuare a boxare. Gli tolsero il titolo di campione mondiale.
Quel castigo fu il suo trofeo. Strappandogli la corona, lo consacrarono re.
Cinque anni dopo, alcuni studenti universitari gli chiesero di recitare qualcosa. E lui invento’ per loro la poesia più breve della letteratura universale: “Me,we”.
Io, noi”
 

3 thoughts on “TRADITORE DELLA PATRIA

  1. Ci sono anche io a condividere queste parole che sono come se fossero uscite dalle mie labbra

  2. Ciao Paolo, condivido anch’io le tue parole. Si sta razionalizzando talmente tutto che si uccide ciò che non può essere controllato. E questo è pericoloso, molto. Non voglio un’umanità senz’anima e schiava. Condivisione, cooperazione, amore, libertà e fiducia. E’ così maledettamente semplice e chiaro.

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