Una semplice, immensa emozione

Le parole sono l’invenzione più potente dell’essere umano subito dopo gli abbracci. Esse come molte delle invenzioni della nostra specie possono essere messe al servizio della bellezza e dello sviluppo umano o trasformarsi in strumento distruttivo e poco salutare. Delle parole si possono fare diversi usi, possono trasformare la verità in menzogna, essere scagliate per insultare o abbellite pomposamente per alimentare un ego invadente e insaziabile, oppure possono costruire ponti e avvicinarci. Questo accade sopratutto quando esse vengono adoperate per dialogare in vista di una crescita comune o per condividere qualcosa di prezioso nella speranza che un tesoro diventi di tutti. Oggi è proprio una di queste occasioni e un moto interiore molto forte mi ha spinto a mettere insieme qualche parola nella speranza di donare a chi lo vorrà almeno una parte della bellezza che stiamo vivendo io e la mia famiglia. Ieri è nato Luis ( 4 kg di poesia per gli amanti delle statistiche ) ed è stata l’ultima fermata di un viaggio meraviglioso che già ci muove verso altri cammini, spero proprio altrettanto emozionanti. Luis viene dopo Nico un’altra creatura preziosa che pero’ ha deciso di rimanere ,nutrendoli non poco, chiuso nei nostri cuori. Grazie a Nico ma anche ad Alma, Wilma e Pepe questa gravidanza e questa nascita sono state un’esperienza dalle emozioni strabordanti . Molta è stata l’ansia e molta la paura. L’ansia che accompagna qualsiasi nuovo arrivo s’è subito affacciata appena abbiamo capito che Luis sarebbe entrato nella nostra vita e l’ansia e Nico ci hanno aiutato a fare le cose al meglio. Ovviamente ogni tanto ci faceva assaggiare la sua spiacevolezza ma l’abbiamo sempre accolta e affrontata insieme io e Gio’, parlandoci, rassicurandoci l’uno con l’altra senza negare la sua presenza. L’ansia ha proprio bisogno di condivisione per trasformarsi in un’energia preziosa e questa storia è stata una rassicurante conferma. Anche la signora paura ci ha accompagnato, la paura di non essere in grado, la paura di andare come spesso ci capita ( e non lo dico con orgoglio, anzi) controcorrente. Eh si, perchè Luis abbiamo deciso di farlo nascere a casa e questa cosa strana, nonostante per noi non fosse la prima volta, ha disegnato talune volte occhi perplessi  e severi nei volti di qualcuno che non la pensava come noi. La paura si nutre di queste situazioni, la strada comoda, rassicurante è sempre quella più battuta dai più ma noi abbiamo potuto appurare che la fatica, le strade in salita sono forse meno comode ma sempre ci portano all’agognato  abbraccio alla felicità. Ho un po’ sofferto in questa gravidanza e ho tanto pensato di essere stato vittima di una cultura un po’ troppo sessista ma devo dire che si è trattata di una sofferenza che spesso mi ha fatto ridere. ” Complimenti signora ” ,” Che coraggio che ha signora”, ” Che bello signora che di questi tempi ha deciso di mettere al mondo 4 figli/e” sono solo alcune delle frasi che ho ascoltato accanto a Gio’ che mi sorrideva rincuorandomi. E’ bene che si sappia, mettere alla luce una creatura è una cosa che fanno insieme una coppia o meglio una famiglia . Un papà non accompagna solo a fare le ecografie, un papà diventa morbido per accogliere e accompagnare le emozioni della mamma, un papà s’inchina per sostenere l’ormone materno , un papà si fa umile bastone per accompagnare la mamma, con discrezione, umiltà e coraggio. Capita addirittura che sia un papà a dare il primo abbraccio al neonato e sappiate che mentre scrivo sgorgano delle lacrime calde e c’ho i brividini dietro al collo. Cosi’ è accaduto in questo meraviglioso pezzo di vita, Luis è stato accompagnato ed accolto da un NOI e questo penso proprio sia un dono prezioso. La data prevista era domenica e ovviamente lui non l’ha rispettata. Nascono quando sono pronti i bambini e le bambine  e questo è bene ribadircelo se non vogliamo che l’ansia diventi eccessiva. Una settima prima di domenica già i segnali biologici facevano presupporre un’uscita imminente ma Luis e probabilmente anche noi non eravamo pronti. L’attesa che si era creata e che non trovava risposta ci ha recato un po’ d’ansia e allora ci siamo guardati, ce la siamo raccontata e più leggeri abbiamo proseguito il viaggio. Domenica, complice il cambio della luna, che per noi etichettati come fricchettoni è un fattore sostanziale, eravamo pronti, prontissimi, ma niente. Abbiamo continuato a parlare e ci siamo detti ” Verrà quanno je pare ” intanto conviene goderci il sole , il mare, la nostra meravigliosa scuola e le tre creature speciali che già colorano la loro vita. Il tempo scorreva lento e ricco e ci era sufficiente guardarci negli occhi per rimettere l’ansia la proprio posto. Ieri mattina abbiamo fatto il monitoraggio e  una delle fantastiche ostetriche che hanno reso il tutto molto speciale, ci ha detto “Vado a casa ma ci vediamo dopo “, noi siamo usciti, abbiamo portato Pepe Wilma e Alma alla Piccola Polis, siamo andati a salutare le maestre e i maestri all’asilo nel bosco, e le piccole creature alle prese con l’inizio della scuola. L’allegria e la serenità intorno a noi è stata molto importante. Prima di tornare a casa per pranzo abbiamo fatto la spesa e io senza farmi vedere camminavo dietro a Gio’ pronto a tuffarmi nel caso Luis fosse stato repentino nell’uscire come Pepe. Arrivati a casa senza dirci niente Gio’ è andata a sistemare le stanze mentre io passavo lo straccio in salone. Sudato vado a fare la doccia. All’uscita trovo la piscina da gonfiare in salone e li è iniziata una dolce e serena trance. Gonfia la piscina, prepara la musica, le rose, attacca il tubo, apri l’acqua e cominci a riempire ovviamente dimenticando di mettere il telo copri piscina. Per fortuna arriva in tempo in tempo una delle tre stupende fate accompagnatrici che s’accorge della minchiata e alla male e peggio recuperiamo. Ci sono da sistemare le figlie sono ormai le 3 e alle 4 devono uscire da scuola. Tante persone ci avevano dato la disponibilità a sostenerci nell’organizzazione pratica dell’evento ma alla fine chiamiamo  Ivano e nonna Betti. La vicinanza di tantissime persone è qualcosa di unico, insostituibile, ti permette di viaggiare saldo nelle tempeste e leggero nelle gioie e ci sentiamo molto fortunati ad avere tante belle persone che ci vogliono bene intorno. Mi giro e Gio’ aveva una faccia tanto seria quanto magica, mi avvicino e una contrazione fortissima ci porta al primo abbraccio. Proseguono ritmicamente frustrazioni e abbracci, si fanno sempre piu’ vicine cosi’ decidiamo di entrare in acqua. Le ostetriche sono li emozionate , discrete a darci tutto quello di cui abbiamo bisogno . Comincia una danza intensa, fatta di dolore, risate, e sguardi che si sussurrano amore. Il cuore di Luis batte, quello di Gio’ mi sconquassa piacevolmente il petto. Il dolore si fa piu’ penetrante ma la volontà è salda e con gli occhi ci comunichiamo che si, la poesia sta per giungere al suo apice. Le mie mani vengono accompagnate da Gio’ verso la meravigliosa porta d’entrata alla vita extrauterina. Mi infilo e sento la calda testolina di Luis. Gio’ lo accompagna col suo corpo che danza per sostenere il piccolo, siamo letteralmente fuori da una dimensione razionale, il tempo si fa statico ed eterno, lo spazio immenso si racchiude dentro uno sguardo ravvicinato, le urla di mamma riempiono l’aria di passione. Le acque si rompono, fa sempre piu’ male, “così è troppo”, pensiamo senza dircelo, le fate captano il coro silente e ci sussurrano serene “dai, un’altra spinta e arriva “, la testa esce è avvolta tra le mie mani, Gio’ mi stringe , ho paura di non essere in grado ma mi dico andrà tutto bene, gio’ grida, la piscina diventa rossa e …… Puo’ sembrare strano ma quello che a una vista  parziale puo’ sembrare poco piacevole è solo un contorno un po’ pulp dell’atto piu’ emozionante che spetta a noi essere umani accogliere una nuova vita. Luis è tra le mie mani, le lacrime di tutti si mischiano e una gioia immensa abbraccia tutti noi. Tutto il resto con le parole non si puo’ descrivere e lascio a voi il gusto di immaginarlo con la ricchezza che ciascuno di noi porta dentro. Luis si attacca al seno, la placenta esce e verso sera tagliamo il cordone. Lentamente lo spazio intorno a noi si modifica e tutto ritorna ad una meravigliosa normalità, la normalità di una casa piena d’amore, di gente che sta con te e che ti vuole bene. Alle 20 arrivano Pepe, Alma e Wilma accompagnati dai nonni e dagli zii e finalmente vedo l’ora della loro faccia. Anche loro hanno vissuto insieme a noi la gravidanza e il desiderio piu’ grande che avevo era proprio vedere la loro faccia davanti al primo sguardo con Luis.

E’ proprio in momenti come questi che capisci che la cosa piu’ bella che ci possa capitare, il vero senso della vita è semplicemente emozionarsi insieme, tutto il resto è la bella scenografia di uno spettacolo meraviglioso.

5 thoughts on “Una semplice, immensa emozione

  1. Semplicemente MERAVIGLIOSO….
    Che belle emozioni…ho le lacrime….
    grazie per aver condiviso un momento così intimo…bellissime parole…siete fantastici….
    Benvenuto Luis…

  2. Caro Paolo, ci siamo incontrati la prima volta la scorsa settimana al seminario di inzio mese e ho capito subito che sei una persona speciale. Grazie per questa condivisione, mentre leggevo ho pensato strano che non ha scritto frikkettone 😊 e qualche riga sotto ecco là ed ho sorriso. Mi sono emozionata a leggere e lo condividere con piacere con mio marito un orso burbero con un cuore d’oro e con le mie ragazze. Bene arrivato al piccolo e un abbraccio grande a tutta la famiglia.

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