Un nuovo maestro

La società degli ultimi anni ha subito dei cambiamenti repentini stimolati sopratutto dalle nuove tecnologie e da comunità che si fanno sempre piu’ multietniche . Tali cambiamenti hanno creato nuovi bisogni, nuovi lavori e nuove modalità di relazionarsi con l’altro. Il pessimista, colui che è spesso accompagnato da emozioni spiacevoli come la paura, di fronte a tali cambiamenti si focalizza su quello che tali modificazioni potrebbero lasciarci come fardello che appesantisca ulteriormente una vita spesso considerata difficile se non addirittura senza speranza: insicurezza sociale, superficialità nelle relazioni e peggioramento della situazione economica. A me piace sempre guardare la vita con ottimismo, convinto che tale approccio sia probabilmente piu’ vicino alla realtà e sicuramente più funzionale al nostro benessere psicofisico. E allora mi piace focalizzarmi sulle opportunità che questi cambiamenti ci offrono: relazioni più ricche perchè ci permettono di incontrare il diverso, maggiori stimoli all’apprendimento poichè una realtà cangiante ci spinge a dotarci di strumenti nuovi, più tempo libero da dedicare alla famiglia, alla socialità in generale e alle nostre passioni poichè molti dei lavori che prima spettavano a noi esseri umani ora possono essere svolti dalle macchine. Probabilmente come dice qualcuno la verità sta lì, in qualche posto nel mezzo tra le due visioni e io di certo non pretendo di possedere la verità altrimenti smetterei di cercare e in qualche maniera cesserei di essere realmente vivo ma diciamo che ho scelto di provare a vedere sempre,  tutte le situazioni, anche  quelle piu’ critiche come un’opportunità di crescita. Penso che la scuola debba avere un approccio simile e modificarsi parallelamente al modificarsi dei tempi per cogliere questa opportunità.  Il maestro è colui che puo’ traghettare questo cambiamento verso porti sicuri e arricchenti e a lui il compito di interrogarsi su come modificare il suo atteggiamento e le sue modalità per il raggiungimento di questo scopo ambizioso. Credo sinceramente che un maestro che abbia come finalità principale quella di trasmettere conoscenze convenzionali stia limitando sostanzialmente l’enorme possibilità che ha a disposizione per migliorare la società. I bambini di oggi, qualcuno li chiama “nativi digitali, hanno bisogni diversi rispetto al passato, il cambiamento delle abitudini familiari con sempre meno tempo trascorso in famiglia e all’aria aperta porta con sè necessità diverse , le recenti scoperte delle cosiddette neuroscienze ci indicano chiaramente il sentiero del benessere e dell’apprendimento e noi maestri è bene che teniamo conto. Le competenze piu’ importanti che un maestro dovrebbe avere alla luce delle riflessioni appena condivise sono a mio parere:

Emozionale : è fondamentale aiutare i bambini a conoscere e a saper gestire le emozioni, esse sono infatti una chiave d’accesso fondamentale per il benessere e l’apprendimento

Comunicativa : un buon maestro è sopratutto una persona che sa ascoltare in grado di saper stimolare attraverso la sua passione percorsi di ricerca e scoperta autonoma. Cio’ che crea una reale comunicazione non sono le parole ma i sentimenti e le emozioni.

Relazionale: una buona relazione è la base di qualsiasi apprendimento come già ci ricordava qualche giorno fa un tale che si chiamava Platone. Le relazioni sociali ricche sono la componente più importante per la felicità secondo diverse ricerche scientifiche, un buon maestro attraverso l’esempio ( buone relazioni con i colleghi e le famiglie ) puo’ facilitare l’acquisizione di questa competenza così preziosa nei bambini sopratutto in questo momento storico in cui le relazioni col diverso possono fornirci una grande opportunità di crescita

Motivazionale:  la neuroeducazione ci dice chiaramente che non c’è apprendimento se non c’è motivazione. Un buon maestro sa motivare i suoi alunni riconoscendo il loro talento, utilizzando una didattica accattivante  e rinunciando all’assurda pretesa che tutti percorrano un medesimo sentiero e ottengano gli stessi risultati nelle diverse discipline scolastiche

Empatica: è fondamentale la capacità di connettersi con le emozioni dei propri studenti e di tenerne conto. Qualsiasi persona viva emozioni spiacevoli ha bisogno di ascolto e accoglienza e nessuna persona che viva una situazione di stress potrà mai apprendere alcunchè in maniera significativa

Penso sinceramente che chi possegga tali competenze possa permettere a ciascun bambino di tirare fuori la bellezza che ciascuno di loro custodisce .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *