Una ricerca di Mario Polito sui compiti a casa

Il tema dei compiti a casa è da sempre molto sentito. Dopo aver espresso la mia opinione ho ricevuto e con piacere condivido l’opinione di un pedagogista competente come Mario Polito. ho avuto la fortuna di conoscerlo di persona e in una lunga chiacchierata serale non nascondo che le sue parole ,il suo pensiero, il suo modo d’essere mi hanno proprio illuminato e fatto crescere molto.

Di seguito due brevi estratti, nel link finale troverete la versione piu’ estesa e decisamente interessante.

Ve la consiglio proprio.

“Che cosa dicono i 7211 studenti dalla quarta elementare all’ultimo anno delle scuole superiori? Che cosa dicono i 1309 docenti? Che cosa dicono i 5357 genitori? Alcuni si schierano per principio contro i compiti per casa. Altri, sempre per partito preso, sono totalmente a favore. Ma prima di esprimersi con un referendum “sì o no ai compiti per casa” è meglio ascoltare dettagliatamente le opinioni di tutti e metterle a confronto. Bisogna solo capire quando sono efficaci e quando sono inutili, quando bisogna abolirli, quando bisogna ridurli, quando bisogna migliorarli e come migliorarli. Questa ricerca aiuta a orientarci…”

“….Il più importante fra tutti è che i compiti sono inutili, inefficaci, anzi sono odiati, se gli studenti non li ritengono sensati e rilevanti per il loro apprendimento e per la loro vita, se non li considerano motivanti, se non li sentono coinvolgenti e appassionanti. Il risultato più sconfortante è quello che indica la fragile motivazione degli studenti, specialmente tra quelli della scuola superiore, dove uno su due (il 50%) dichiara di annoiarsi spesso a scuola. Non “qualche volta”, ma “spesso”. È un dato che impressiona e che abbatte tutti quelli che sono interessati all’educazione delle nuove generazioni.

Di fronte a questo calo generale della motivazione, i compiti perdono il loro valore. Se vogliamo rimediare a questa grave lacuna motivazionale, dobbiamo ripensare la scuola come luogo di servizio per la crescita degli studenti e come luogo di allenamento dei loro talenti. Solo in questa prospettiva, i compiti possono ritornare a essere sfidanti, connessi alla vita reale, coinvolgenti, utili per acquisire competenze eccellenti, necessari per motivare gli studenti a curare la loro mente, il loro cuore, il loro carattere, perché il mondo ha bisogno della loro intelligenza, della loro sensibilità, della loro integrità.

Dalle lacune scolastiche alle proposte di miglioramento. ”

http://www.mariopolito.it/index.php/libri/146-compiti-efficaci-inutili?fbclid=IwAR20KGuTkNyGLYxAdL55c_5l_7HxtUF5MPFHHcYRM_STQ8en6Xa1RKeLgJ4

per saperne di piu’

 

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