Oltre 100 attività, semplici e efficaci , per fare educazione emozionale

Scherzetto 🙂

Ma quanto ci piacciono le scorciatoie!

Quante volte cerchiamo la strada più breve, più semplice per raggiungere uno scopo ?

Per quel poco che ho capito io della vita quella strada non porta mai da nessuna parte.

Tocca faticà per raggiungere i nostri scopi, i nostri sogni e l’educazione emozionale non fa eccezione, anzi.

Mi permetto di farvi questo scherzo perché non vi nascondo che anche io spesso cado nella trappola delle scorciatoie e parlando a voi parlo sopratutto a me stesso. Spero siate clementi e magari vi nasca un sorriso. Vi voglio bene e spero che l’effetto sorpresa, come ci dicono le neuroscienze, vi aiuti a focalizzare l’attenzione e a memorizzare questo concetto così importante. Memorizzare si ! la sorpresa come tutte le emozioni sono fondamentali per riCORdare . Facciamo una semplice verifica ( scusate ma oggi so’ proprio cattivo 🙂  ).

Vi ricordate dive eravate l’11 settembre 2011, il giorno delle torri gemelle ?

Ve lo ricordate vero ?

Indovinate perchè ( non posso mica fare tutto io 😉 ) ?

Non penso affatto che l’educazione emozionale possa essere ridotta a una serie di attività da proporre ai bambini. Certo orientare il focus del lavoro a scuola sul tema che ci sta a cuore aiuta ma il peso specifico di questo campo d’azione è probabilmente il minore. L’educazione emozionale per esprimere tutto il suo immenso potenziale deve essere un approccio sistemico che si sviluppa in quattro direzioni: il lavoro con i bambini, l’autoeducazione, il supporto e la formazione delle famiglie e un percorso all’interno del gruppo di lavoro volto a promuovere empatia tra i colleghi.

Adesso vi inviterei a guardare questo video, anticipandovi che questi due minuti vi emozioneranno, quindi tenete in zona dei fazzoletti.

http://https://www.youtube.com/watch?v=G21zYIdoKgM

sono certo potrete capire il perché il lavoro su noi stessi, con le famiglie e con i colleghi sia più importante di qualsiasi attività o esperienza proponiamo ai bambini.

E’ l’esempio, più di ogni esercizio ad educare. Possiamo spiegare  ai bambini a scuola la corretta gestione della rabbia, l’importanza dell’assertività, del contare fino a 100 prima di agire ma che succede se quando ci arrabbiamo, ci scagliamo con violenza verso il prossimo ? Cosa si porteranno dietro i bambini , l’assertività e la prudenza o la violenza distruttrice ?

Per lo stesso motivo dobbiamo prenderci cura delle famiglie. Sono loro il riferimento principale per i bambini, almeno fino all’adolescenza, momento in cui noi genitori stiamo antipatici a priori ai nostri figli, i quali cominciano a cercare all’esterno altri modelli, il cantante, i prof., gli amici. Se anche a scuola si fa un buon lavoro, se anche la maestra rappresenti un esempio impeccabile di conoscenza e gestione delle emozioni dinanzi alla famiglia che dà esempi opposti, probabilmente saranno questi ultimi ad orientare il comportamento dei bambini.

Nei prossimi articoli vorrei parlare di tutte le aree d’intervento del nostro approccio sistemico ma visto che ho attirato la vostra curiosità parlandovi dei bambini mi pare doveroso parlare un po’ di loro e mostrarvi non 100 ma qualche esperienza da proporre a scuola.

E’ fondamentale per essere efficaci, stabilire degli obiettivi ed elaborare una strategia e alcuni strumenti d’osservazione che ci accompagnino in questo viaggio. E’ necessario progettare un percorso di educazione emozionale sia in senso verticale , ogni momento della giornata è buono per lavorare sulle emozioni, partendo da episodi di vita reale e da momenti di comunicazione e connessione profonda con i singoli alunni, sia in senso orizzontale prevedendo dei momenti all’interno della progettazione quotidiana in cui sempre, o quasi, si orienti il focus verso le emozioni.

Le finalità che ci poniamo con i bambini sono :

  1. alfabetizzazione emozionale ( conoscenza delle singole emozioni e l’utilità specifica di ognuna )
  2. gestione delle emozioni
  3. empatia
  4. acquisizione di alcune competenze emozionali: autostima, motivazione, resilienza
  5. stile esplicativo ottimista
  6. capacità di stare e lavorare in un gruppo

Queste finalità aiutano i bambini sia dal punto di vista del benessere generale che del rendimento scolastico

Di seguito alcune attività, ma ricordatevi sempre di rendere accattivante la proposta e se possibile di motivarli, partendo da episodi di vita reale o comunque dai loro interessi e dalle loro passioni. L’anno scorso quando ho iniziato il lavoro in primaria non ho detto ai bambini ” ragazzi/e, chi vuole puo’ seguirmi per il laboratorio di educazione emozionale “, sarei probabilmente rimasto solo o con quei bambini che mi avrebbero seguito ovunque.

Mi sono presentato invece a scuola con una cartella trasparente dove si intravedevano dei quaderni e delle penne sfolgoranti. Ho cominciato a passeggiare per il giardino durante la ricreazione con la cartella bene in vista. Subito si sono avvicinati i primi ” cosa hai lì dentro maestro ? ” “Mi dispiace ” ho risposto io ” ma proprio non ve lo posso dire “. Ovviamente subito la curiosità è montata e dopo pochi minuti avevo intorno una decina di loro con gli occhi spalancati. “Va bene, ve lo dico. Vi ho fatto un regalo, il diario segreto delle emozioni, se mi seguite vi spiego “.

E’ fondamentale parlare il linguaggio dei bambini, saperli motivare, per questo il gioco, le favole sono strumenti privilegiati sia all’asilo che in primaria.

IL diario segreto delle emozioni

Fascia d’età: 4-10 anni

Attraverso il diario segreto i bambini sono stimolati a chiedersi come si sentono e possono conoscere se stessi attraverso l’analisi del diario. Ogni giorno vengono invitati ad annotare in questo quaderno che guardano solo loro le emozioni che sentono in diversi momenti della giornata: al risveglio, prima di arrivare a scuola, quando incontrano gli amici, quando incontrano la maestra, a merenda, durante la lezione ecc ecc. Ovviamente il diario verrà strutturato in maniera diversa a seconda dell’età, con i piccoli della scuola dell’infanzia si possono usare delle piccole facce di cartone che esprimono le diverse emozioni o possiamo invitarli a disegnarle; i momenti della giornata da analizzare è bene che non siano troppi. Per i bimbi della primaria possiamo chiedere di scrivere l’emozione e un’idea del perché si sentono così e in caso di emozioni spiacevoli, come le hanno superate o per quanto tempo ci hanno accompagnato. La segretezza è una componente fondamentale e caratterizzante questo gioco, forse è poco saggio fare un diario delle emozioni aperto a tutti perché nel caso del persistere di emozioni poco piacevoli che diventano ricorrenti e caratterizzanti si potrebbero mettere i piccoli in situazioni difficili da gestire per la presenza del gruppo.

 

Il collage delle emozioni

Fascia d’età: 3-7 anni

Si tratta di creare dei poster che raccolgano le diverse emozioni incollandoci espressioni facciali o corporee ritagliate da riviste. lo scopo è facilitare l’alfabetizzazione emozionale.

 

Il video muto

Fascia d’età: 6-10 anni

Con questa esperienza possiamo focalizzarci sulla comunicazione non verbale ed in particolare sull’espressione delle emozioni attraverso modalità altre rispetto alla parola. Si possono vedere film e dialoghi eliminando l’audio e invitare i bambini a immaginare le emozioni dei vari attori. E’ possibile poi fare una verifica reinserendo in un secondo momento l’audio.

Favole a metà

Fascia d’età: 3-7 anni

Le favole, le storie sono uno strumento didattico privilegiato alla scuola dell’infanzia. Ci sono diverse favole, ma possiamo anche inventarle noi se abbiamo cura di mantenere lo schema classico delle storie (personaggi con cui ci si possa identificare-momento di crisi- lieto fine ), che trattano il tema delle emozioni. Una proposta interessante è quella di interromperne la lettura ad un certo punto e chiedere ai bambini di immaginarne il finale ipotizzando delle scelte e relative conseguenze.

Il gioco dell’oca felice

Fascia d’età: 3-7 anni

Si tratta di inserire nella struttura classica del gioco dell’oca le diverse emozioni ipotizzando diversi spostamenti in relazione a ciascuna di esse: fobia fermi un giro, paura corri avanti di 3 caselle, tristezza fermi un giro e poi si tirano due volte i dadi, allegria salta avanti di due caselle, apatia torna alla partenza, empatia tira un’altra volta i dadi, invidia raggiungi la postazione di chi sta avanti ecc ecc.

Si può costruire sia nel formato classico che gigante arricchendo l’esperienza di un’attività cooperativa e artistica.

Posta in arrivo

Fascia d’età: 3-7 anni

Questo strumento permette di immergersi dentro avventure che consentono ai bambini di attraversare diverse emozioni  direttamente o da una posizione più comoda, quella tipica di qualsiasi gioco simbolico il quale permette esperienze decentrate dal punto di vista emotivo. Non sono i bambini a vivere direttamente le emozioni  in quest’ultimo caso ma i personaggi della storia illustrata dalla lettera. Possono per esempio scriverci i folletti informandoci che in un dato luogo c’è la casa di qualche personaggio spaventevole di una favola precedentemente raccontata che abbia come tema la paura. Potremmo invitarli ad andarla a cercare insieme e attraversare così la paura in un ambiente protetto fatto dalla presenza di amici e da adulti con cui si ha una relazione significativa.

Oppure ci può scrivere mamma cornacchia : ” cari bambini e bambine , sono Melissa la cornacchia e come voi abito a Ostia Antica. Qualche tempo fa mi sono innamorata di un cornacchio e dal nostro amore sono nate due cornacchiette. Ben presto Cor e Nacchia hanno manifestato il desiderio di volare, ma mentre Cor, nonostante ripetute cadute e nonostante venisse presa in giro dalle altre cornacchie che già volavano, piano piano e con fatica ha imparato a volare, Nacchia per paura di cadere non ha mai provato e ora vaga triste camminando per la campagna. Bambini e Bambine!!! Ho bisogno del vostro aiuto. Vi prego andate a cercarla e quando la vedete corretele incontro e gridatele: CORaggio!!!!!!”

Gli investigatori

Fascia d’età: 3-10 anni

Lo scopo di questo gioco è quello di aiutare i bambini a riconoscere le emozioni analizzando come esse si manifestano nei volti, nella postura, nel tono della voce e nelle diverse altre maniere possibili.

A ciascun membro del gruppo viene affidata una missione: capire quale emozione sta vivendo un compagno,magari di un’altra classe, senza farsene accorgere e raccontare poi quali gli indizi che l’hanno portato alla conclusione dell’indagine.

Il gioco può terminare, se fatta con bambini più grandi, con un’analisi statistica o comunque numerica delle emozioni prevalenti nella classe oggetto delle investigazioni e perché no immaginando dei consigli da dare ai compagni soprattutto se le emozioni emerse sono tra quelle poco piacevoli e quindi tendenzialmente difficili da gestire

Il cerchio delle emozioni

Fascia d’età: 2-10 anni

 

La disposizione in cerchio è di per sé una modalità funzionale all’educazione emozionale. Mettersi in cerchio comunica che non c’è chi sta in alto e chi sta in basso, siamo tutti allo stesso livello e questo sicuramente rende più fluida e semplice la comunicazione. Esso ci permette di guardarci negli occhi incentivando una comunicazione veritiera e profonda. Se proposto con assiduità comunica ai bambini la presenza certa di uno spazio di ascolto e condivisione che gli permette di esprimere con meno ostacoli le proprie emozioni. Nel cerchio si sviluppano le capacità di stare e lavorare all’interno di un gruppo costruendo in maniera graduale quella dimensione del NOI che da l’opportunità ai bambini di sviluppare questa fondamentale attitudine.

Nel cerchio delle emozioni che può essere collocato ad inizio giornata o al termine di un’esperienza collettiva condivisa si pongono alcune domande cui ,chi se la sente, può rispondere:

  • Come ti senti ora?
  • Come ti sei sentito appena alzato dal letto?
  • Quale emozione stavano vivendo le persone che avete incontrato dal letto alla scuola?
  • Cosa ti fa arrabbiare?
  • Quando è stata l’ultima volta che vi siete stupiti?
  • Oggi, durante la passeggiata nel bosco, c’è qualcosa che vi ha spaventato?
  • Durante la passeggiata al mercato c’erano più persone sorridenti o tristi?

Insomma di domande sul tema se ne possono fare moltissime il consiglio è quello di partirà da episodi reali che sono in grado di motivare maggiormente i bambini a svolgere questa attività. Mi raccomando non costringete i  piccoli a partecipare al cerchio, deve essere un‘adesione spontanea e se qualche bambino vuole starne fuori sarebbe fondamentale che ci fosse un maestro ad accompagnarlo e magari in un contesto più protetto fare quelle stesse domande poste all’interno del cerchio.

 

Il televisore

Fascia d’età: 2-7 anni

Lo scopo di questo gioco è stimolare la conoscenza delle emozioni attraverso l’espressione facciale o il tono della voce. Potete costruire facilmente una TV facendo un buco rettangolare in un cartone e per la modalità schermo nero fate in modo che il rettangolo che coloreremo di nero rimanga comunque attaccato al cartone. Il gioco consiste nel chiedere ai bambini di esprimere un’emozione attraverso il volto mettendo la faccia dentro la tv. Gli altri che hanno in mano delle carte delle emozioni o delle palette dovranno dire quale emozione ci sta comunicando il compagno in televisione. Nella modalità schermo nero anziché la mimica facciale si utilizzerà la musica della voce. Il bambino nella TV nascosto dietro lo schermo nero dovrà esprimere un’emozione attraverso la musica della voce, intonando una cantilena in cui le parole non siano comprensibili

 

IL GIORNALE DELLE EMOZIONI

Fascia d’età: 4-10 anni

Lo scopo della proposta è aiutare ai bambini a conoscere le singole emozioni e la gestione delle stesse. Si può allestire la redazione di un giornale, una rivista, anche in formato multimediale, mettere su un blog e mettere al centro di un articolo le emozioni. Si andrà in giro per la scuola e perché no al mese ponendo domande circa le emozioni: Quando è stata l’ultima volta che ti sei spaventata? Cosa hai fatto? E’ stata la scelta giusta?

Alla fine dopo aver raccolto le interviste in maniera scritta o utilizzando registratori e telecamere si fa un’analisi collettiva e si costruisce il numero della rivista dividendoci i compiti: si possono costruire approfondimenti su singole emozioni, si può fare un’analisi statistica, un collage fotografico, una classifica delle cose che spaventano di più le persone, immaginare una raccolta di brevi biografie emozionali.

Gli inviati speciali

Fascia d’età: 6-10 anni

Lo scopo è simile al giornale delle emozioni, questa volta però i nostri inviati dovranno intervistare i propri genitori. L’aspetto peculiare di questa proposta rispetto al giornale è che in qualche maniera si coinvolgono le famiglie ad occuparsi di certi temi

 

 

 

 

 

4 thoughts on “Oltre 100 attività, semplici e efficaci , per fare educazione emozionale

  1. Leggendo mi chiedo come sarebbe stata la mia vita da bambina se a scuola avessi sperimentato un simile laboratorio …..mi chiedo come sarebbe la visione della vita di mio figlio ora che ha 7 anni se sperimenterebbe a scuola un laboratorio del genere lui che ama giocare ..scherzare …inventare …..fantasticare …e affermò che sarebbe stato per me …..e lo sarebbe per lui adesso un”esperienza fantastica …..!
    Ma come fare ? Questo vi chiedo ! Come rendere possibile una magia del genere in un sistema scolastico ormai divenuto sterile ad ogni forma innovativa che preferisce scorciatoie e non sentieri piu difficili se pur più affascinanti ? Chiedono vostro aiuto per favore ! Grazie di tanta bellezza !

    1. Ciao Lucia, la scuola sta cambiando ma ci vuole tempo però possiamo fare questo lavoro a casa 😉

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